giovedì 30 aprile 2009

Primavera (forse...)


Calle, inserito originariamente da Salvo1955.

lunedì 20 aprile 2009

Pioggia


Foglie, inserito originariamente da Salvo1955.

E continua a piovere...

sabato 18 aprile 2009

Debora sul terremoto

"Sono assolutamente arrabbiata!!! Ieri mi sono concessa un paio d'ore di tranquillità ed ho deciso di annientarmi davanti alla televisione. Ma come si fa? Come si può pensare che con il terremoto quelle persone abbiano perso anche la propria dignità? Ma come si può passare il tempo a fargli delle domande senza risposta solo attendendo che si mettano a piangere? Ma come si può mandare a reti unificate la solita frase, il solito abbraccio, la solita lacrima, la solita promessa e, non ultimo, il solito anatema sul "faccio tutto io, per cui signori ministri non veniate in Abruzzo a fare la passerella mediatica"? LORO??? E LUI?? E perchè qualche politico non si è messo a piangere chiedendo scusa a quel popolo? Perchè nessuno ha pianto per il pentimento di aver fatto di quel territorio uno scempio e della vita di quegli uomini e di quelle donne solo profitto? E poi, la ciliegina: tutti contro "annozero" perchè ha "detto cose diverse"... Non difendo nessuno, dico solo che non siamo scemi e che se qualcuno dice cose che non ci piacciono, abbiamo il telecomando e giriamo. Purtroppo, la verità è che siamo arrivati al punto che la televisione dobbiamo spegnerla ... non basta più cambiare canale. Pensate che gli abruzzesi si meritino tutto questo? Io credo di no. Io credo che si meritino una ricostruzione seria, soldi veri, nessuna promessa, ma fatti. Sappiamo come aiutarli e noi lo faremo ... senza usarli! E già che ci siamo, un governo serio e degno di questo nome non avrebbe neppure un momento di indecisione nel non buttare più di 400 milioni di euro nel tentativo di far contenta la Lega e far saltare il referendum. Abruzzesi perchè non chiedete quei soldi per voi? Ne avete diritto e loro hanno il dovere di darveli."
Debora Serracchiani

mercoledì 15 aprile 2009


A me "Anno zero" non piace e non lo seguo, come del resto quasi tutta la cosiddetta informazione politica televisiva. Gli unici programmi che guardo con una certa regolarità sono: "Che tempo che fa" su Raitre e "Niente di personale" su La 7. Vedrei anche il programma di Daria Bignardi se fosse trasmesso ad un orario decente per le persone che si devono alzare alle sei del mattino.
Però le vignette che sono costate il posto a Vauro non mi sono sembrate così lesive della dignità delle povere vittime del terremoto.
Mi sembra che, in questa tragedia, siano ben altri quelli che hanno leso non la loro dignità, ma la loro stessa incolumità.
E per metterci il carico da otto (si dice così? Non sono un giocatore) vi segnalo questo sito. Non perdetevi la battuta su Gasparri.

domenica 12 aprile 2009

In Abruzzo







Queste foto sono state scattate in Abruzzo il giorno di Pasqua del 2003. Spero di tornare presto e rivederlo ancora più bello. Buona Pasqua di Risurrezione a tutti!

venerdì 10 aprile 2009

Terremoto

Risplenda su essi la Luce perpetua.
Per i vivi, invece, condivido quello che ha scritto oggi questa ragazza.

domenica 5 aprile 2009

Per sempre giovane


May God bless and keep you always,
May your wishes all come true,
May you always do for others
And let others do for you.
May you build a ladder to the stars
And climb on every rung,
May you stay forever young,
Forever young, forever young,
May you stay forever young.

May you grow up to be righteous,
May you grow up to be true,
May you always know the truth
And see the lights surrounding you.
May you always be courageous,
Stand upright and be strong,
May you stay forever young,
Forever young, forever young,
May you stay forever young.

May your hands always be busy,
May your feet always be swift,
May you have a strong foundation
When the winds of changes shift.
May your heart always be joyful,
May your song always be sung,
May you stay forever young,
Forever young, forever young,
May you stay forever young.

mercoledì 1 aprile 2009

E tra poco è Pasqua

Da SiciliaInformazioni del 31 marzo.
Una ecatombe. Quanti ne sono morti? Cinquecento forse di più. E quanti erano i barconi in mare spazzati via? Nessuno lo sa. Notizie frammentarie, incerte provenienti dall’Africa, annunciano una nuova tragedia. Il popolo degli uomini in fuga ha fatto del Mediterraneo un grande cimitero nell’indifferenza generale.
Dei dispersi di queste ultime ore non saprà niente nessuno, nemmeno i congiunti delle povere vittime. Bambini, donne, giovani, gente in cerca di una vita dignitosa, desiderosa unicamente di trovare un luogo in cui sopravvivere alla fame, alla miseria, alla tirannia.
Di questi morti in mare non sapremo nemmeno i nomi, non vedremo mai i volti, non conosceremo mai la storia. Da dove venivano, dove erano diretti? La gente disperata muore sola, come mai era accaduto prima. La soglia di sensibilità della “civiltà” si è abbassata. Nel nostro Paese il popolo in fuga è considerato un “pericolo”. Il sentimento che prevale è la paura della “diversità”. Vengono a toglierci il lavoro, professano una religione che non è la nostra, ci contagianio le malattie, rubano, stuprano, rapinano.
Governo e parlamento mettono in campo norme che rendono la vita difficile a coloro che arrivano nel nostro Paese, e li chiamano presidi di sicurezza. Una paura insensata che nasconde un egoismo spaventoso.
Siamo diventati dei barbari con il doppio petto.
Siamo diventati sordi, ciechi. Il nostro cuore si è indurito, le nostre conoscenze sono diventate pietre. Vogliamo proteggere la nicchia nella quale, frustrati, trascorriamo le nostre giornate con il timore che i nuovi arrivati possano toglierci quello che abbiamo.
Il nostro sguardo si ferma davanti alla soglia di casa. Non ci affacciamo mai al balcone, non abbiamo altri pensieri che non siano i nostri. E la chiesa, la scuola, la famiglia? Non ci insegnano niente, ci portano altrove, perché hanno altre priorità.
Mi chiedo che cosa accadrebbe se la Chiesa affrontasse la questione dell’immigrazione nel nostro Paese con la stessa tenacia, continuità, forza con la quale affronta il tema della “vita”. Se proteggesse gli immigrati come protegge gli embrioni. Se facesse da sentinella agli uomini e alle donne in fuga, allo stesso modo in cui sorveglia i poveri corpi senza vita che giacciono negli ospedali senza coscienza di esserci.
Mi chiedo che cosa succederebbe se a scuola venisse insegnato che la diversità è una ricchezza, un patrimonio inesauribile e che la cultura è il risultato dello stare insieme fra uomini e donne che hanno idee, passioni, desideri, conoscenze differenti.
Mi chiedo che cosa succederebbe se nelle nostre famiglie i genitori raccomandassero ai loro figli, ogni mattina, che il rispetto per gli altri è condizione essenziale per avere rispetto per se stessi.
Mi chiedo che cosa succederebbe se le migliaia di pagine dedicate dai giornali all’indisponibilità della vita, ai temi etici e religiosi, ospitassero le storie di uomini, donne e bambini fuggiti dal loro inferno.
Mi chiedo che cosa succederebbe se i governi, non solo quello in carica, e le camere, costruissero un Paese sicuro di sé, e non impaurito, capace di tutelare la sicurezza dei suoi cittadini, invece che spaventarli.
Davanti a tragedie immani come quelle che si compiono sotto i nostri occhi, a poche miglia dalle nostre coste, non resta che confidare nelle persone di buona volontà, che ovunque – nelle chiese, nelle famiglie, nelle scuole – si dannano l’anima per fare capire che che per ogni uomo che lasciamo morire per il nostro egoismo, un pezzo di noi se ne va.
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