Buon Natale a tutti.
lunedì 22 dicembre 2008
martedì 16 dicembre 2008
venerdì 21 novembre 2008
mercoledì 5 novembre 2008
All'alba
Due guerre, un mondo in pericolo, la più grande crisi finanziaria della storia...
Auguri, Obama!
(per una volta, comunque, la giornata inizia bene).
sabato 1 novembre 2008
Astratti furori
"Io ero, quell'inverno, in preda ad astratti furori. Non dirò quali, non di questo mi son messo a raccontare. Ma bisogna dica ch'erano astratti, non eroici, non vivi; furori, in qualche modo, per il genere umano perduto. Da molto tempo questo, ed ero col capo chino. Vedevo manifesti di giornali squillanti e chinavo il capo; vedevo amici, per un'ora, due ore, e stavo con loro senza dire una parola, chinavo il capo; e avevo una ragazza o moglie che mi aspettava ma neanche con lei dicevo una parola, anche con lei chinavo il capo. Pioveva intanto e passavano i giorni, i mesi, e io avevo le scarpe rotte, l'acqua che mi entrava nelle scarpe, e non vi era più altro che questo: pioggia, massacri sui manifesti dei giornali, e acqua nelle mie scarpe rotte, muti amici, la vita in me come un sordo sogno, e non speranza, quiete. Questo era il terribile: la quiete nella non speranza. Credere il genere umano perduto e non aver febbre di fare qualcosa in contrario, voglia di perdermi, ad esempio, con lui. Ero agitato da astratti furori, non nel sangue, ed ero quieto, non avevo voglia di nulla. Non mi importava che la mia ragazza mi aspettasse; raggiungerla o no, o sfogliare un dizionario era per me lo stesso; e uscire a vedere gli amici, gli altri, o restare in casa era per me lo stesso. Ero quieto; ero come se non avessi mai avuto un giorno di vita, né mai saputo cosa significa esser felici, come se non avessi nulla da dire, da affermare, negare, nulla di mio da mettere in gioco, e nulla da ascoltare, da dare e nessuna disposizione a ricevere, e come se mai in tutti i miei anni di esistenza avessi mangiato pane, bevuto vino, o bevuto caffé, mai stato a letto con una ragazza, mai avuto dei figli, mai preso a pugni qualcuno, o non credessi tutto questo possibile, come se mai avessi avuto un'infanzia in Sicilia tra i fichidindia e lo zolfo, nelle montagne; ma mi agitavo entro di me per astratti furori, e pensavo il genere umano perduto, chinavo il capo, e pioveva, non dicevo una parola agli amici, e l'acqua mi entrava nelle scarpe".
Elio Vittorini, Conversazione in Sicilia, cap. I
Elio Vittorini, Conversazione in Sicilia, cap. I
giovedì 30 ottobre 2008
lunedì 20 ottobre 2008
sabato 27 settembre 2008
Posso farvi un disegno.
martedì 9 settembre 2008
mercoledì 3 settembre 2008
sabato 30 agosto 2008
martedì 19 agosto 2008
domenica 17 agosto 2008
martedì 12 agosto 2008
martedì 5 agosto 2008
La verità nascosta

Certo che, a parte ogni altra considerazione sul livello culturale di chi ha pensato questa cosa e sul relativo falso moralismo, la vicenda della copertura del seno della "Verità svelata dal Tempo" di Giambattista Tiepolo ha dell'emblematico e un che di simbolico.
"...L’artista rappresenta uno dei soggetti allegorici a lui più cari. La giovane donna, mollemente posata accanto al globo terrestre su un soffice tappeto di nubi, rappresenta la Verità, che stringe con la mano destra uno specchio, mentre con la sinistra sorregge il disco solare, simbolo della luce della Ragione. Il corpo nudo, morbido e sensuale della giovane è stretto tra le braccia del Tempo, rappresentato secondo la tradizione allegorica come un vecchio, la cui pelle raggrinzita contrasta nettamente con le carni rosee e levigate della fanciulla. Il Tempo, abbandonata la grande falce suo consueto attributo, volge lo sguardo accigliato verso uno dei putti, più vivace degli altri, che gli ha appena rubato la clessidra, mentre impugna con la mano destra una foglia di palma, che allude alla Verità. Sulle destra della tela, al di sotto di un putto con una corona d’alloro, appare la Menzogna abbagliata dalla luce accecante della Verità.
L’immagine, resa mediante una tessitura cromatica luminosa e brillante, vuole dunque alludere alle virtù morali di equità e giustizia..."
sabato 2 agosto 2008
Sanità italiana
Mentre cercavo di documentarmi sul caso di Eluana Englaro, mi sono imbattuto nel blog del prof. Ignazio Marino ed in questo post.
Sono cose che tutti conosciamo, per esperienza diretta o indiretta, ma ogni volta è un pugno allo stomaco vedere come vanno le cose nel nostro (ex) stato democratico.
Sono cose che tutti conosciamo, per esperienza diretta o indiretta, ma ogni volta è un pugno allo stomaco vedere come vanno le cose nel nostro (ex) stato democratico.
lunedì 28 luglio 2008
Tamponare e non pagare
Chi non ha capito bene cosa significa esattamente la norma sui precari introdotta nella Finanziaria di quest'anno, si legga questo post di Michela Murgia.
sabato 26 luglio 2008
Il pifferaio
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All'inizio di luglio se n'è andata una delle persone che più hanno inciso sulla formazione della mia personalità: Ubaldo Mirabelli, il mio professore di storia dell'arte al liceo.
Lo voglio ricordare con il pifferaio di Manet, soggetto di una sua lezione sull'impressionismo che ancora adesso, dopo più di trent'anni mi resta vivida nella memoria.
Rivedo la mia classe seguire attenta mentre spiegava i rapporti tra l'impressionismo l'arte giapponese, e ricordo la sua grande cultura associata ad un'umanità senza pari, ed ancora le visite domenicali ai monumenti del centro storico di Palermo (quale professore sacrificherebbe, oggi, il suo tempo libero per portare in giro i suoi studenti? E quali studenti lo seguirebbero? Altri tempi).
La storia dell'arte, peraltro, era solo uno degli aspetti della sua multiforme cultura. Infatti, era anche un finissimo musicologo, ed in seguito, per molti anni, gli anni difficili del "Teatro senza teatro", fu il Sovrintendente del Teatro Massimo.
Paolo Isotta, il critico musicale del Corriere della Sera, su questo aspetto, gli ha dedicato il commosso ricordo che riporto sotto queste mie povere righe.
Addio, Professore, e grazie!
Ubaldo Mirabelli il teatro d' opera come rinascimento
Ubaldo Mirabelli aveva ottantasette anni e, facondo com' era, ha voluto entrare in Paradiso senza che quaggiù quasi se ne parlasse. A molti lettori, soprattutto oggi, il nome di Mirabelli dirà poco. Tenteremo di spiegare qualcosa dello straordinario personaggio. Il professor Mirabelli pareva una delle ultime espressioni del rinascimento di Palermo, la principale delle quali fu la costruzione, da parte di Filippo Basile, del Teatro Massimo: meraviglia di grande architettura congiunta a estro. Mirabelli ne fu Soprintendente dal 1977 al 1995: nell' esercizio di questa funzione dimostrò di essere uno dei più grandi Soprintendenti di questo secolo: e quanto, in questo caso, si debbano pesare le parole dimostra la circostanza ch' egli subentrò repentinamente al barone de Simone, ch' era già in vita un mito e causa di terrore per tutti i cretini e gl' incapaci. Della lunga soprintendenza di Mirabelli ho ricordi precisissimi. Il teatro era un orologio svizzero, dal centralino alla portineria fino alle più gelose cose artistiche. Nessun cantante ha ricevuto le fotocopie di un' Opera da studiare che fossero nitide e rilegate come quelle provenienti dal Teatro Massimo. Il personale sempre in impeccabili divise. La sorveglianza sulle prove e sul comportamento delle masse nel loro corso era costante, e anche i più grandi direttori colà invitati erano stupiti da tanta disciplina e (allora) tanto professionismo del materiale umano. V' è molto di più: se irreprensibili erano le esecuzioni del «repertorio«, fosse questo pur Wagner (chi dimenticherà la straordinaria Tetralogia diretta da Lovro von Matacic?), la cultura di Mirabelli era sempre alla ricerca di titoli dimenticati per salvarli dall' ingiusto oblio storico: dal Divieto d' amare di Wagner alle Comari di Windsor di Otto Nicolai alla Semirama di Respighi all' Amore dei tre re di Montemezzi all' Alcina di Händel ben prima che divenisse l' ammiccare del (o al) Barocco da parte di certi furbastri di oggi... Parlare con Mirabelli era come entrare in un mondo incantato. Guida addirittura mitica, per i pochi ospiti che non disprezzasse, al Serpotta, parlava poi di Hogart o di van Gogh. L' excursus trascorreva in Filosofia del Diritto (Hegel), risaliva con le tracce glottologiche della presenza araba in Sicilia e atterrava su Hugo von Hofmmansthal. Né in ciò v' era alcunché di esibito «pour épater la galerie»: Mirabelli era un autentico erudito, che l' amore per gli studî non abbandonò mai e che per tale amore riusciva a passare con tanta naturalezza da una tastiera all' altra, senza mai sbagliare. L' amore per la musica fu però in lui prevalente e alla vita musicale egli donò più che al resto della sua cultura: ma qui direi della sua civiltà.
domenica 20 luglio 2008
giovedì 17 luglio 2008
Il Festino
Questa è la vela ricoperta per intero da cristalli Swarovski del Carro di Santa Rosalia, e questo è il link al set delle foto scattate domenica scorsa alla processione dell'urna della Santuzza.
lunedì 14 luglio 2008
Fior di cactus?
One more flower
In realtà non ho idea di come si chiami la pianta grassa dalla quale è sbocciato questo strano fiore dalle foglie carnose.sabato 5 luglio 2008
Un altro censimento: 70 anni dopo
Gad Lerner - Il blog del Bastardo - » Un altro censimento: 70 anni dopo: "Cominciò con un inaspettato censimento etnico, nel mezzo dell’estate di settant’anni fa, la vergognosa storia delle leggi razziali italiane. Alle prefetture fu diramata una circolare, in data 11 agosto 1938, disponendo una “esatta rilevazione degli ebrei residenti nelle provincie del regno”, da compiersi “con celerità, precisione e massimo riserbo”."…
Another summer night
Questa foto è stata scattata la notte del 4 luglio; in quel momento Ian Gillan, al Teatro di Verdura (le lucine sulla sinistra sono quelle del palco), stava cantando Highway Star.
martedì 1 luglio 2008
Rui Palha
domenica 29 giugno 2008
giovedì 26 giugno 2008
La Spagna in finale
E noi abbiamo licenziato l'unico allenatore che, contro questa squadra, è riuscito a pareggiare dopo tempi regolamentari e supplementari, per metterci nelle mani di uno che ha vinto grazie a due rigori (uno dei quali un po' dubbio) e poi se n'è andato come una vergine offesa.È da un calcio di rigore che si giudica un allenatore?
sabato 21 giugno 2008
Alla fermata della Metro
Per essersi ridotto così, chissà da quanto tempo aspetta il prossimo treno.
Yellow
Ecco un video dei Coldplay, anzi di "un" Coldplay.
"Yellow"
Look at the stars,
Look how they shine for you,
And everything you do,
Yeah, they were all yellow.
I came along,
I wrote a song for you,
And all the things you do,
And it was called "Yellow".
So then I took my turn,
Oh what a thing to have done,
And it was all "Yellow."
Your skin,
Oh yeah your skin and bones,
Turn into something beautiful,
You know, you know I love you so,
You know I love you so.
I swam across,
I jumped across for you,
Oh what a thing to do.
Cos you were all "Yellow",
I drew a line,
I drew a line for you,
Oh what a thing to do,
And it was all "Yellow."
Your skin,
Oh yeah your skin and bones,
Turn into something beautiful,
And you know,
For you I'd bleed myself dry,
For you I'd bleed myself dry.
It's true,
Look how they shine for you,
Look how they shine for you,
Look how they shine for,
Look how they shine for you,
Look how they shine for you,
Look how they shine.
Look at the stars,
Look how they shine for you,
And all the things that you do.
mercoledì 18 giugno 2008
sabato 14 giugno 2008
Alanis Morissette
È uscito il nuovo CD di Alanis Morissette: Flavors of entanglement.
Underneath
Look at us break our bonds in this kitchen
Look at us rallying all our defenses
Look at us waging war in our bedroom
Look at us jumping ship in our dialogues
There is no difference in what we're doing in here
That doesn't show up as bigger symptoms out there
So why spend all our time in dressing our bandages
When we've the ultimate key to the cause right here, our underneath
Look at us form our cliques in our sandbox
Look at us micro kids with both our hearts blocked
Look at us turn away from all the rough spots
Look at dictatorship on my own block
There is no difference in what we're doing in here
That doesn't show up as bigger symptoms out there
So why spend all our time in dressing our bandages
When we've the ultimate key to the cause right here, our underneath
How I've spun my wheels with carts before my horse
When shine on the outside springs from the root
Spotlight on these seeds of simpler reasons
This core, born into form, starts in our living room
There is no difference in what we're doing in here
That doesn't show up as bigger symptoms out there
So why spend all our time in dressing our bandages
When we've the ultimate key to the cause right here, our underneath
venerdì 13 giugno 2008
lunedì 2 giugno 2008
sabato 31 maggio 2008
Un giorno vennero a prendere me…
Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali
e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti
ed io non dissi niente perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me
e non c’era rimasto nessuno a protestare.
(Bertolt Brecht)
A volte, è difficile credere che il sole c'è sempre.
e fui contento perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali
e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti
ed io non dissi niente perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me
e non c’era rimasto nessuno a protestare.
(Bertolt Brecht)
A volte, è difficile credere che il sole c'è sempre.
domenica 25 maggio 2008
mercoledì 14 maggio 2008
lunedì 21 aprile 2008
martedì 15 aprile 2008
venerdì 28 marzo 2008
Tanto per capirne un po' di più
Chissà perchè sui giornali e sulle televisioni queste cose non le hanno spiegate mai in modo così chiaro.
giovedì 20 marzo 2008
martedì 11 marzo 2008
lunedì 18 febbraio 2008
sabato 16 febbraio 2008
il viaggio è la destinazione
Se non arrivi a piedi dove vuoi andare, non vedrai quello che vuoi trovare.
venerdì 15 febbraio 2008
Se siete tristi...
Se siete tristi e volete tirarvi un po' su (dati i tempi, vi capisco), siete capitati nel posto sbagliato ma potete sempre andare qui.
venerdì 8 febbraio 2008
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